Le dimensioni della speranza

Quanto è grande la SPERANZA? Quanto grande ed eterogenea può essere la speranza che le persone vivono, specialmente quando attraversano momenti difficili che sono come sfide di vita? E qual’è la dimensione sociale della Speranza?



E che mi dici della speranza? Come ti sei rapportato alla speranza in questa tua esperienza?

Questa è una delle domande fondamentali attorno alle quali noi, della Banca della Memoria Grecia, strutturiamo le nostre interviste per la raccolta di testimonianze orali.


Quando si è reduci da una guerra o, comunque, da qualche esperienza di vita che impatta la nostra vita, la speranza diventa un fattore cruciale. La speranza, nella sua definizione sul dizionario è un nome che implica il credere che qualcosa che si desidera accadrà. Ha un senso di aspettativa e credo ed è spesso percepita come qualcosa al di fuori dal nostro controllo: noi speriamo se un contesto o qualcosa o qualcuno facilitano l’accadere di qualcosa.



Attraverso WE-HOPE, abbiamo deciso di intervistare persone che in uno specifico momento della loro vita – o attraverso una difficile esperienza migratoria o per via di altri momenti complessi che ci hanno messi a dura prova come individui o come comunità tipo la pandemia COVID – hanno sfidato e sono stati sfidati da diverse dimensioni della speranza.


Va sottolineato che, quando parliamo delle dimensioni della speranza non ci stiamo muovendo nella direzione delle apprezzate ricerche fatte in campo medico, che identificano le sei dimensioni della speranza in: affettiva, cognitiva, comportamentale, affiliativa, temporale e contestuale. No, nel nostro programma noi proviamo a canalizzare i nostri testimoni orali che condividono con noi le loro storie, attraverso, verso il loro sentire e la loro percezione della speranza che può essere persa, conquistata, rubata, negata, data e condivisa. Può essere donata, desiderata, agognata ma sempre e comunque in un costante disequilibrio tra raggiungibile e non raggiungibile.


Questa tensione costante ci riporta alla mente l’insegnamento derivante dalle parole di Desmond Tutu ‘’la speranza è ciò che è capace di vedere che c’è una luce nonostante tutta l’oscurità’’. Una frase che da il senso del potenziale della dimensione sociale della speranza, vista come una forza motrice per cambiamenti individuali e sociali. La speranza come un fattore che sprona e motiva gli individui e le loro comunità ad agire per una società migliore.


Ed è proprio su questo piano che la speranza condivisa dai nostri testimoni orali incontra il nostro progetto WE-HOPE. Questo tuffo nella natura della speranza nelle sue molteplici e diversificate forme, è promotore dell’aspetto multiculturale alla base del nostro progetto e fa emergere il potere delle esperienze di vita umane per creare una nuova e comune speranza per un futuro migliore.



Questo articolo è stato scritto dalla Banca della Memoria Greca.


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